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Calcioscommesse, la versione di Mauri «Puntavo, ma sul basket»
di Claudia Guasco

CREMONA – Stefano Mauri sta in una cella al piano terra del carcere di Cremona. Divide un tavolo con i due compagni marocchini, hanno una sedia e una branda a testa e una televisione con sette canali. «Sa cosa si dice di lui», riferisce il cappellano della casa circondariale Stefano Musa. Che l’ha incontrato e ha scambiato qualche parola: «È tutto a posto – gli ha detto Mauri – aspetto solo che la situazione si risolva»

Il suo avvocato Matteo Melandri ha presentato istanza di scarcerazione e ha impugnato davanti al riesame l’ordinanza di custodia cautelare. Già oggi il gip Guido Salvini potrebbe prendere una decisione, sempre che il pm Roberto Di Martino non abbia intenzione di risentire il giocatore. L’interrogatorio di garanzia di due giorni fa, secondo i parametri della procura, non ha dato risultati soddisfacenti. «Non che ci aspettassimo qualcosa di meglio: chi più ha da perdere, meno confessa. Mauri non poteva certo fornire ammissioni in merito agli episodi contestati, verrebbe irrimediabilmente compromesso. Non era immaginabile attendersi altro da lui», è quanto trapela da via dei Tribunali. Certo è che il capitano, nonostante il viaggio di notte da Roma a Cremona per cercare di evitare il carcere, lo shock dell’arresto e i quattro giorni di cella, non è apparso per nulla prostrato agli inquirenti: «Al contrario, era parecchio combattivo. Fin troppo.

Come affermano i suoi avvocati, ha le spalle larghe», rivela chi ha assistito all’interrogatorio. Incentrato soprattutto sugli spostamenti di Mauri prima delle partite sospette (Lazio-Genoa del 14 maggio 2011, Lecce-Lazio del 22 maggio) e sulla scheda telefonica riconducibile a Samanta Romano, «attivata il 12 aprile e intestata alla fidanzata di Luca Aureli, gestore fiduciario delle scommesse per i calciatori della Lazio». L’analisi del traffico telefonico della predetta utenza, si legge negli atti, «ha già indiscutibilmente dimostrato come l’usuario della stessa non possa essere la donna in questione, dal momento che, come detto, le celle telefoniche agganciate nel periodo di massimo riferimento investigativo sono esattamente compatibili con l’ambito relazionale di Mauri Stefano piuttosto che con quello della prestanome Romano Samanta».

Nel corso dell’interrogatorio sono stati contestati al capitano «tutti i contatti (in taluni casi frenetici) intercorsi con Aureli anche alla vigilia e subito dopo l’altra gara combinata Lecce-Lazio, i quali confermano ancora una volta le stabili relazioni tra i due».
La replica di Mauri ai magistrati: «Quella scheda intestata a Samanta Romano non c’entra nulla con le combine. La usavo per scommettere sulle partite di basket». In quanto tesserato per la Figc il capitano laziale non può scommettere sul calcio, ma sulla pallacanestro sì. Mauri ha inoltre negato qualsiasi contatto con gli zingari e fornito spiegazioni sui suoi spostamenti in prossimità degli incontri. Ora la parola passa al gip, nel frattempo Mauri ha trascorso un’altra notte in carcere: «Tra gli altri detenuti c’è grande curiosità, è un ospite eccellente», riferisce don Musa. Nell’ora d’aria chiacchiera con i compagni, che dividono con lui quello che hanno. «Tutti sono gentili e accoglienti, ma lui è spaesato».

Scommesse, il vizietto di Buffon puntate per milioni di euro

Informativa della Guardia di Finanza di Torino, allegata agli atti dell’inchiesta di Cremona. In ballo scommesse vietate. Non è indagato

CREMONA – Si è arrabbiato con i pm e i giornalisti, ha alzato la voce in conferenza stampa, è uscito a valanga come spesso fa egregiamente in campo. Ma forse poteva pesare un po’ meglio le parole Gigi Buffon visto che il vizio delle scommesse sembra che a lui proprio non manchi.Risultano infatti importanti movimenti di denaro effettuati da Buffon che sarebbero stati utilizati per scommesse sportive, attività vietata ai tesserati della Figc.

«Basta, ora siamo stufi. Stiamo parlando di accertamenti, di ipotesi di sospetti. Le stesse notizie specificano che Buffon non è indagato», commenta sull’aereo della nazionale Demetrio Albertini. No comment dal portiere che comunque si è mostrato sereno. All’uscita dallo scalo aeroportuale, si è fermato a firmare autografi a decine di tifosi.

Il capitano della Nazionale avrebbe effettuato scommesse vietate per oltre un milione e mezzo di euro. È quanto ipotizzato da un’informativa della Guardia di Finanza di Torino, allegata agli atti dell’inchiesta di Cremona, scaturita da una segnalazione di operazioni sospette. L’informativa della Gdf, datata 13 giugno 2011, è allegata ad una lettera che il pm di Torino Cesare Parodi invia alla procura di Cremona dopo che nella prima fase delle indagini dei pm lombardi sul calcioscommesse, era uscito il nome del portiere della Juve. Nella lettera il pm di Torino chiede a Cremona di inviargli le notizie relative a Buffon «in quanto questo ufficio ha in corso accertamenti al riguardo, relativi ad ingenti somme di denaro che lo stesso Buffon avrebbe utilizzato per scommesse presentate, avvalendosi di soggetti terzi». Nell’informativa, il nucleo di polizia tributaria di Torino scrive che al reparto è arrivata una «segnalazione di operazioni sospette» riguardante il capitano della Nazionale. Dagli accertamenti svolti dalla banca e inviati alla Gdf, si legge nell’informativa, è emerso che «un conto corrente intestato a Buffon Gianluigi ha registrato un’anomala movimentazione caratterizzata dall’emissione, nel periodo gennaio 2010-settembre 2010 di 14 assegni bancari, di importi tondi compresi tra 50mila e 200mila euro, per un totale di 1.585.000 euro, tutti a favore di Massimo Alfieri titolare di tabaccheria a Parma, abilitata, tra l’altro, alle scommesse calcistiche».

L’avvocato di Buffon, Marco Valerio Corini, contattato dalla banca – si legge ancora nell’informativa, «a tutela della privacy del suo assistito, non ha voluto dettagliare le ragioni dell’operatività segnalata». «Lo stesso – prosegue – si è limitato a descrivere il beneficiario degli assegni, come persona di assoluta fiducia, spiegando che i trasferimenti di liquidità sono volti a tutelare parte del patrimonio personale di Buffon». Ma la banca, conclude l’informativa, «ipotizza che le liquidità possano essere oggetto di scommesse vietate».

Buffon non è indagato dalla procura di Torino per questioni legale al calcioscommesse. La procura di Torino ha inoltrato a quella di Cremona la richiesta di documentazione legata a un procedimento, gestito dai magistrati del pool antiriciclaggio, in cui – secondo quanto si è appreso – il nome di Buffon non è stato iscritto nel registro degli indagati. Buffon era stato coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per scommesse nel 2006: quel fascicolo era stato aperto per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva ma, alla fine degli accertamenti, la posizione del portiere era stata archiviata. L’ipotesi dell’esistenza di una vera e propria associazione non trovò una conferma; Buffon, inoltre, affermò – sempre secondo quanto si è appreso oggi – di avere scommesso su manifestazioni sportive all’estero; in ogni caso, non fu mai possibile ricostruire con esattezza i movimenti del denaro. Il segmento principale di quel procedimento venne trattato dalla procura di Parma.

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Scritto da il giu 1 2012 . Registrato sotto Edicola, News . Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0 . Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

7 Commenti per “Edicola: oggi tocca a “Il Messaggero””

  1. KingsCross

    Ma si dai, tutti agli europei tranne Mimmo! Che figura… vi posso solo dire che all’estero, dove vivo, siamo sulla bocca di tutti… e io a poter solo confermare che è uno schifo e riderci sopra, facendo solo notare la disparità di trattamento verso giocatori e società; certo, fuori dall’Italia non è tutto oro quel che luccica…
    Però mi sono chiesto (chiedo conferma a voi): ci sono giocatori stranieri che giocano in Italia tra gli indagati? Mi sembra di no, a meno che non escano fuori nomi dell’Inter.
    Ciao

  2. Gabriele I

    In tutto questo, meno male che Criscito non va all’Europeo.
    Pezzi di merda, spero ci sia qualche modo legale di farvela pagare.

  3. jimbo

    Chissà quanto si è intascato col papocchio contro il lecce…

  4. TestaDiMaglio

    Mah,questi sono sicuramente mariuoli, buffon in testa a mio parere, ma ladri di polli se paragonati a gente come lusi,il trota e famiglia,belsito e altri 87 (dico 87!) tra deputati e senatori indagati per reati penali, che scorazzano bellamente su auto blu alla faccia nostra.
    Questa gente, in galera quando?

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